sabato 8 giugno 2013

Fuori dagli schemi (5) - Una chiesa per facciata

La facciata è di una chiesa del 1870, gli interni di una moderna ed elegante abitazione.
Per visitare questa stravagante casa dobbiamo andare nella città di Utrecht in Olanda e chiedere dell'antica Saint Jabobus church oggi trasformata in resident church.


I lavori di ristrutturazione iniziarono nel 2007 ad opera dello studio di architettura Zecc Architects e terminarono l'anno successivo. La casa ha una superficie di 670 mq, il giardino davanti all'ingresso principale è di 90 mq mentre quello posteriore di 150 mq.

L'antica chiesa dispone di un grande salone di 475 mq, una cucina, due bagni e uno studio. E' fornita anche di un ascensore con il quale è possibile accedere al piano superiore dove ci sono le due stanze da letto.




giovedì 6 giugno 2013

Sicurezza in città - Lampioni intelligenti contro la criminalità

Lampioni con occhi e orecchie bioniche, per sconfiggere la criminalità. Non è un telefilm in stile CSI, al Parco Dora la sperimentazione è arrivata davvero. La portano gli austriaci di Owls Ag (Outdoor Wireless Lighting Solutions) in anteprima mondiale a Torino.



Per risolvere il problema della sicurezza in una delle zone più buie e a rischio microcriminalità della città, Parco Dora, il Comune ha stretto un accordo per montare 35 occhi intelligenti e illuminati alti trenta metri sotto le arcate dell’ex Strippaggio. Fari a led in grado di dare luce agli 11 mila metri quadri di asfalto del parco, collegati tra loro via radio e in wireless con la centrale dei Vigili di via Bologna. Intelligenti perché - dice Gabriel Wilfried, capo degli inventori del prototipo - «sensibili al passaggio di corpi in movimento sotto di loro».


I lampioni con telecamera faranno risparmiare alla città tra il 30 e il 40% sulla bolletta della luce - aggiunge l’assessore all’Ambiente e Smart City, Enzo Lavolta, che ieri sera, con il calar del sole, ha inaugurato la sperimentazione al «Museo A come Ambiente». Nei giorni scorsi i vecchi lampioni erano già stati rimpiazzati con i nuovi pali wifi. Per ora solo a Parco Dora.


I prototipi hanno un costo di 200 mila euro e sono uno dei gioiellini degli Smart City Days, dati in concessione gratuita alla nostra città per 3 anni. Altri centomila euro sono investiti dai partner del progetto, Fastweb e Iren. Il tutto a costo zero per l’amministrazione, nell’ottica di città sempre più intelligenti in cui anche un palo della luce può essere supporto per la sicurezza. Certo, l’accordo prevede che Torino faccia il primo test a queste antenne sensitive (25 lampioni tout court e 10 lampioni-telecamera). Dopo 36 mesi, toccherà mantenerne la manutenzione.
Se la Smart City deve fare rete tra i problemi delle città, gli occhi bionici puntano a diventare il vero strumento utile per le forze dell’ordine. In futuro, i lampioni regalati alla città da Owls potranno essere smontati e collocati altrove, per inseguire a vista le rotte del microcrimine.

[fonte: lastampa.it]

venerdì 31 maggio 2013

Un po' di dati dell'ultima ora

Dall’analisi delle compravendite realizzate dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa risulta che il 76,2% concerne l’abitazione principale, il 17,5% la casa uso investimento ed il 6,3% la casa vacanza.


Il 55,9% degli acquirenti ha fatto ricorso al finanziamento. Nonostante le maggiori difficoltà incontrate dal ceto medio è stata proprio questa la tipologia di acquirente prevalente: il 39,1% è costituito da impiegati, il 16,9% da operai. I liberi professionisti, i dirigenti e gli imprenditori rappresentano il 17,6% mentre i  commercianti e gli artigiani il 5,7%. La maggioranza delle compravendite è stata effettuata da chi ha un’età compresa tra 35 e 44 anni (34,4%), seguiti dai giovani di 18-34 anni (31,6%): costoro ricercano soprattutto l’abitazione principale (l’80,1% per il primo target d’età e il 90,5% per il secondo). Le motivazioni che hanno spinto i proprietari a vendere non hanno subito invece variazioni di rilievo: nel 57,8% dei casi lo si è fatto per migliorare la propria condizione abitativa o per esigenze di liquidità, nel 20,6% per trasferirsi e nel 15,1% per cambiamento della struttura familiare.

mercoledì 29 maggio 2013

Nel 2012 un -24% del mercato degli immobili non residenziali


E' stato presentato ieri 28 maggio a Roma il Rapporto 2013 dedicato alla compravendita degli immobili di unità immobiliari di tipo produttivo, terziario e commerciale realizzato congiuntamente dall'Agenzia del Territorio e dall'Associazione nazionale delle società di leasing (ASSILEA). I lavori sono stati introdotti dal vicedirettore dell'Agenzia delle Entrate, Gabriella Alemanno, e dal presidente dell'Associazione nazionale delle società di leasing (Assilea), Edoardo Bacis. La pubblicazione fornisce annualmente i dati di consuntivo del mercato italiano degli immobili non residenziali, attraverso l'analisi territoriale dello stock, dei volumi di compravendita e delle quotazioni delle tipologie immobiliari negozi, uffici e capannoni, che rappresentano con maggior significatività il mercato immobiliare commerciale, terziario e produttivo.
[...]
Leggi tutto l'articolo sul blog istituzionale.

venerdì 17 maggio 2013

Le case della tv in piantina!

Chi non ha mai sognato di poter entrare almeno una volta nelle case dei serial tv americani? Così lontane, eppure così familiari.

Il designer spagnolo Iñaki Aliste Lizarralde ha disegnato le piantine di appartamenti di serie tv e film famosi. Lizarralde ha realizzato i disegni soltanto osservando attentamente le serie tv. Le piantine mantengono con cura le proporzioni, riportano i mobili e gli elementi più tipici dell’arredamento, come la vasca trasformata in divano nella casa di Holly Golightly in Colazione da Tiffany. Lizarralde ha cercato addirittura di aggiustare eventuali discrepanze - la casa di Up per esempio è più grande all’interno che all’esterno - e di conciliare anche i cambiamenti avvenuti nella disposizione delle stanze e dei mobili nel corso delle diverse stagioni delle serie.



Ve ne proponiamo altre.... sono veramente delle opere d'arte per quanto curate e dettagliate!
Su Etsy è possibile comprare una piantina realizzata e dipinta a mano dall’artista.







venerdì 10 maggio 2013

Residenze storiche: la Villa d'Agliè

A soli 6 km da Piazza Castello, sulla collina di Torino, si trova la Villa d'Agliè. E' rimasta intatta, come poche altre ville della collina torinese, nei suoi caratteri architettonici: immersa in un vasto bosco, poggia su un largo spiazzo il cui disegno è immutato dal 1700.


Il primo documento, datato 1610, testimonia la proprietà del Duca Carlo Emanuele I, figlio di Emanuele Filiberto e di Margherita di Valois. Subito dopo l'assedio di Torino, la villa si trasformò in palazzo, ad opera di un noto e raffinato banchiere: Franco Colomba, che era in stretto contatto con la corte sabauda. Più tardi la villa diventa proprietà della principessa Del Pozzo della Cisterna, poi di certi padri Barnabiti. Nella prima metà del '700, il conte Ignazio Demorri di Castelmagno arricchisce ulteriormente la sala centrale con gli stucchi del Martinez, rappresentanti i quattro elementi, e il giardino con vasi e statue di marmo. Dalla fine del '700 la villa risulta prorpietà di Benedetto Maurizio, Duca del Chiablese, figlio ultimogenito prediletto del Re Carlo Emanuele III, che opera alcune modifiche valendosi dell'architetto Castelli. All'inizio dell'800 Sir John Foster, Ambasciatore d'Inghilterra, trasforma il giardino all'italiana in giardino romantico, secondo la moda del tempo, piantando cedri del Libano, sequoie e ippocastani. All'inizio del secolo fu acquistata dagli attuali proprietari e nel 2007 il giardino della Villa è stato inserito dalla Regione Piemonte nell'elenco ufficiale dei giardini storici e di interesse botanico.

        

La Villa d'Agliè e il suo parco è stata anche oggetto di riprese cinematografiche per la realizzazione di alcuni film e soap opera.


sabato 4 maggio 2013

Le case del futuro - Quarta puntata

Chi non ha mai desiderato volare? O ancora meglio, di avere una casa che potesse fluttuare nel cielo come quella del film d'animazione Up, per evitare magari il traffico cittadino, le tasse o semplicemente scappare via da tutto senza fastidiosi trasferimenti e faticosi traslochi?
Ebbene inguaribili sognatori con la testa sempre fra le nuvole, siete stati accontentati!



Il fotografo francese Laurent Chéhère nel suo album Flying houses ha immortalato una serie di edifici librarsi in volo, leggeri come mongolfiere. Tra gli altri anche un tendone del circo e una roulotte.

I fili elettrici che si estendono da ogni edificio fino al bordo della fotografia instillano un senso di azione continua, come se ogni casa fosse un palloncino che cerca disperatamente di sfuggire al senso di staticità. L’effetto è etereo, e permette al pubblico di apprezzare la forma fondamentale di una casa senza essere vincolati dal piano delle ascisse e quello delle ordinate.
Con maestà, ingegno, e un piccolo aiuto dalla tecnologia, dimostra che la costruzione di castelli in aria non è un’impresa impossibile.